di Raffaella Romano
Che cosa siamo, che cosa non siamo
Accetta subito l′appuntamento. Era da giorni che non si faceva sentire, ma al telefono le è sembrato così contento e così propositivo che… perché no? Passa ore davanti allo specchio per farsi bella e sexy, per andare con lui in quel locale del centro. Peccato che con lui, in quel locale del centro ci siano già anche tutti i suoi amici. E l’uscita romantica?… Lisa e Paolo sono una coppia triste, come tante: perlopiù si ignorano, si sopportano; a volte si disprezzano e si guardano incattiviti. Litigano, stanno zitti. Ma hanno un figlio, una famiglia e non si può abbandonare tutto, mandare all’aria una relazione così. Come si fa, allora, a non cadere sempre più in basso, in un’esistenza ancor più squallida e vuota?… Chiara e Mara passeggiano tranquille, con le loro bimbe che le precedono ed urlano, si rincorrono, ridono. Le due donne, intanto, si raccontano e parlano del più e del meno fino a che Mara non accenna a Lisa, la loro amica comune, per vedere quanto ne sa Chiara. Chiara non capisce a cosa faccia riferimento l’amica. Eppure ne parla tutta Ostia, le rivela Mara in confidenza e con una pennellata di cattiveria: Lisa è partita, anzi sparita, abbandonando Andrea per darsi all’avventura con il suo amante… Per chi ha sedici anni l’amore è sempre bruciante, totalitario, anche se spesso l’oggetto delle attenzioni e dei sogni è una persona che appena appena conosciamo o salutiamo. Anche lui ha un’idea confusa dell’amore, fino a che non guarda davvero i suoi genitori, in un giorno come un altro, in una vita spesso fatta di sacrifici e di battaglie, ed allora qualcosa si illumina e si fa improvvisamente più chiaro…
Gianluca Massimini ci offre otto brevissimi racconti che fotografano nel complesso le relazioni sentimentali ed il rapporto uomo-donna, focalizzandosi anche sui pregiudizi di genere e sulla visione della donna nella società contemporanea. La scrittura è colloquiale ‒ una sorta di flusso di pensiero dei vari protagonisti ‒ ed il punto di vista varia di racconto in racconto: a volte è quello di lui, a volte di lei. Il proposito è sicuramente ambizioso, ma non del tutto raggiunto, in quanto si avverte una tale uniformità nel raccontare storie così differenti fra loro da rendere difficile al lettore l’immedesimazione nei personaggi, che spesso si confondono e non assumono una precisa caratterizzazione. La scelta di inquadrare un preciso momento di una storia, come un appuntamento o un unico aspetto di una relazione, come il lavoro, è sicuramente azzeccata. Tuttavia l′autore avrebbe dovuto trarre le conseguenze della sua decisione, scandagliando ogni sfumatura, dando più spazio ad una introspezione psicologica che, invece, a volte rimane superficiale ‒ sebbene mai banale ‒, quasi con il freno a mano tirato. Racconti che si leggono velocemente, adatti per la durata di un viaggio in treno verso il lavoro, che lasciano dentro una sensazione di irrequietezza ma non riescono però a sedimentarsi nel nostro animo.
9 maggio 2016